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It’s a god-awful small affair…. David Bowie.

Oggi voglio celebrare un uomo, un artista, un rocker che ha fatto la storia della musica mondiale. Voglio celebrare il suo grande cuore, all’amico che è stato per tanti artisti come Lou Reed, quando nel 72 produsse “transformer” in un momento di crisi artistica del grande Lou, oppure quando tolse dall’ospedale psichiatrico Iggy Pop, dove il padre del punk si trovava senza più idee e risorse, portandolo con se a Berlino e rilanciandolo professionalmente. 50 anni di carriera, il primo singolo nel 66 ” Can’t help thinking about me”. Sette anni dopo era già un mito giovanile del Glam Rock. Lui era Ziggy Stardust e il Duca Bianco e negli anni di questi due personaggi ha inciso album leggendari come Space Oddity e The man who sold the world. All’inizio degli anni 80 era già un mito e poteva contare su solidi legami come quello con Andy Warhol e Brian Eno con cui collaborò alla registrazione di tre album, tra i più importanti della sua carriera, Low, Heroes e Lodge. Poi arrivò il grande successo commerciale con Let’s Dance, raffinato viaggio attraverso rock and roll, funky e la dance più elegante. Il mondo del rock, della musica che conta, quella che ha fatto e farà la differenza, non farà mai a meno di David Bowie. Per noi ragazzi del 68 il Duca Bianco è immortale.

Anna

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